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I conati, il nervosismo e una battaglia finita a notte fonda: come sta Alcaraz dopo gli Us Open

Lo spagnolo, al rientro dopo oltre quattro mesi di stop, si è arreso in semifinale contro Shelton al termine di una maratona di 4 ore e 28 minuti. Il numero tre al mondo però lascia New York senza fastidi al polso e con un braccio che è tornato a disegnare magie: “Non sono deluso per la mancata vittoria. Lascio in buona salute, ed era proprio quello di cui avevo bisogno”

Pellegrino Dell'Anno

Collaboratore

9 settembre – 12:43 – MILANO

Episodio più unico che raro, nella notte di New York. Durante il quarto di finale dello Us Open perso contro Ben Shelton, si è visto un Carlos Alcaraz infastidito, quasi duro, nei confronti di un cameraman. Durante un cambio campo lo spagnolo fa infatti vistosamente segno di allontanarsi all’operatore, richiedendo poi anche l’intervento dell’arbitro. Il movente, però, era più che giusto: lo spagnolo, tra il caldo e la stanchezza, aveva appena vomitato nell’asciugamano, sfinito, e stava riprendendosi. Tanto è costata la partita al n.3 del mondo, campione uscente, che alla fine non è riuscito ad arginare le bordate dell’americano, solido da fondo e particolarmente intoccabile al servizio.

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