
Washington vede nei nazionalisti tedeschi una sponda sia per contrastare le politiche della Commissione europea sia per mettere in crisi l’alleanza tra popolari e socialisti
Il trionfo dell’Afd in Sassonia-Anhalt è stato salutato con favore dal mondo conservatore statunitense. Donald Trump ha innanzitutto rilanciato su Truth i risultati elettorali dei nazionalisti tedeschi. Dal canto suo, l’inviato per le missioni speciali della Casa Bianca, Richard Grenell, ha parlato di “un grande successo e un nuovo giorno per la Germania”. Lo stesso Elon Musk ha celebrato la vittoria dell’Afd. Il che è significativo. Oltre a essere uno storico simpatizzante del partito di Alice Weidel, il Ceo di SpaceX sta alacremente finanziando il Partito repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato che si terranno a novembre. Non solo. Sembrerebbe anche orientato a sostenere JD Vance alle primarie presidenziali del 2028. Parliamo dello stesso Vance che, l’anno scorso, non solo incontrò la Weidel a Monaco ma auspicò anche un’alleanza, poi non concretizzatasi, tra Afd e Cdu nella formazione del governo a Berlino.
La convergenza strategica tra Washington e i nazionalisti tedeschi
Ma per quale motivo l’amministrazione Trump guarda con interesse ai nazionalisti tedeschi? Le ragioni sono molteplici. In primis, Washington vede nell’Afd




