di Andrea Rinaldi
E in Germania compra la minoranza della fintech Vc Trade, specializzata in transazioni obbligazionarie
Dopo più di un anno Unicredit ha ottenuto dalla Banca Centrale Europea il semaforo verde all’applicazione della metodologia del Danish Compromise nel calcolo dei coefficienti patrimoniali consolidati del gruppo
bancario. A partire dalla rendicontazione del terzo trimestre di quest’anno, le partecipazioni assicurative potranno essere trattate mediante ponderazione per il rischio anziché essere dedotte dal capitale consumandolo. Tradotto: è un risparmio nell’uso di capitale quando un istituto di credito compra una compagnia assicurativa o ne ha una partecipazione di controllo consolidata poiché evita assorbimenti patrimoniali doppi. «L’autorizzazione rafforza la posizione patrimoniale di Unicredit, generando un beneficio stimato di circa 52 punti base sul coefficiente Cet 1 (l’indicatore di solidità patrimoniale) – spiega una nota – sulla base della situazione al secondo trimestre del 2026. Conferma inoltre l’impegno del gruppo a ottenere l’approvazione entro la fine di settembre e contribuisce a rafforzare ulteriormente il rigoroso approccio nell’allocazione del capitale». Cinquantadue punti su 329 miliardi di attività ponderate per il rischio corrispondono circa a 1,6 miliardi di capitale primario liberati, poiché non più assorbiti dalle assicurazioni Vita.
Così le polizze di Unicredit tra Vita




