di Stefano Righi
Roberto Parazzini, ceo per l’Italia: il business è cambiato, ora puntiamo sul wealth management. «Vogliamo essere la banca per gli imprenditori»
Ventisette anni prima di questa intervista, l’1 settembre 1999, Roberto Parazzini entrava da Analista funzionale in Deutsche Bank Italia. Oggi, dopo aver cambiato mille mestieri all’interno del gruppo tedesco, ne è diventato il ceo per l’Italia, con due importanti incarichi anche a livello di gruppo: co-ceo della regione Western Europe e, nell’ambito della divisione Private Bank, responsabile della regione Europe domestic, composta da Italia, Spagna e Belgio.
Ingegnere gestionale al Politecnico di Milano, tesi con Alberto Toffoletto in Diritto Commerciale, sull’Antitrust e i mercati rilevanti, Parazzini ha trasformato Deutsche in Italia, da banca generalista a specialista nel wealth management, la gestione della ricchezza.
Parazzini, in 27 anni è cambiato tutto: il suo ruolo in azienda, il mondo delle banche. All’epoca l’unità di misura erano gli sportelli bancari. Qual è adesso?
«Io faccio una gran fatica a togliere dal gergo aziendale la parola sportello. È stato per troppi anni l’unico parametro di riferimento, non i clienti, non i depositi, né le masse o gli attivi. Questo perché all’epoca c’era una sovrapposizione abbastanza pulita tra i concetti. Ora




