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Affitti brevi, nella bozza Ue nuove soglie per lo «stress abitativo». Aigab: «Parametri inadatti all’Italia»

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Il 9 settembre il commissario Jørgensen presenterà il regolamento Ue: la nuova bozza corregge il coefficiente del rapporto prezzi delle case e redditi grazie al quale i Comuni potranno introdurre limiti agli affitti brevi

Una doppia soglia per individuare le zone sotto «stress abitativo» e consentire alle amministrazioni di introdurre limitazioni agli affitti brevi, all’acquisto e all’utilizzo delle seconde case. È la principale novità contenuta nella nuova bozza dell’Affordable Housing Act, il regolamento europeo che il commissario all’Energia e all’Edilizia abitativa, Dan Jørgensen, dovrebbe presentare il 9 settembre.

Il primo parametro resta fissato a otto: il prezzo rappresentativo di un’abitazione deve essere pari ad almeno otto volte il reddito disponibile rappresentativo pro capite. Se il rapporto è compreso tra otto e dieci, l’autorità dovrà dimostrare anche che è aumentato nei dieci anni precedenti. Quando raggiunge o supera quota dieci, invece, la prova del peggioramento nel decennio non sarà più necessaria. Resterà in entrambi i casi l’obbligo di dimostrare, sulla base delle dinamiche demografiche e dell’andamento della domanda e dell’offerta, che lo stress abitativo difficilmente si attenuerà nei tre anni successivi.

Il superamento delle soglie non farà scattare automaticamente alcun divieto. Prima

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