
I risultati raccolti in Italia rafforzano le posizioni espresse dalle associazioni di rappresentanza, a partire da Anfia, sulla necessità di una transizione fondata sulla neutralità e pluralità tecnologica e sull’accelerazione dello sviluppo delle condizioni abilitanti, piuttosto che sull’imposizione di un’unica soluzione.
Tra gli italiani, solo il 6% indica una vettura a batteria come prossima auto, contro il 23% che sceglierebbe un’ibrida, il 12% che opterebbe per una plug-in hybrid o una range extender e il 26% che preferirebbe una vettura a benzina. Al tempo stesso, il 47% degli italiani preferisce una politica europea basata su incentivi alle tecnologie a basse emissioni senza divieti per il motore endotermico, mentre il 22% sostiene un bando completo.
Secondo Anfia, il dato più significativo riguarda la percezione della preparazione del Paese: il 77% ritiene che l’Italia non sia ancora pronta alla piena elettrificazione, mentre appena il 17% la considera preparata. Anche a livello individuale, il 67% degli intervistati dichiara di non sentirsi pronto a uno scenario completamente elettrico. Le principali criticità indicate sono il costo dei veicoli (47%), il prezzo dell’elettricità (42%), la disponibilità delle colonnine di ricarica (40%) e l’autonomia (32%).




