
La fortuna conta, soprattutto nell’Endurance. Ma aiuta soltanto chi ha saputo resistere e non commettere errori. Nel WEC la prima qualità di una macchina vincente non è la velocità, è l’affidabilità. La punta massima impressiona sul rettilineo, ma a poco serve se non taglia il traguardo. La Ferrari numero 50 lo ha dimostrato: partita quinta, ha costruito una gara di sostanza. Molina ha guadagnato due posizioni al via, Fuoco ha tenuto viva la pressione e Nielsen si è fatto trovare pronto quando serviva. Dietro la Cadillac 38 e l’Alpine 35, penalizzata. Aston Martin 007, Alpine 36, Toyota 8 e Genesis 17. Ottava la prima BMW, la 15. La GMR-001 ha ottenuto il miglior risultato stagionale, recuperando dopo il testacoda di André Lotterer. Mathys Jaubert ha difeso il piazzamento contro rivali con gomme più fresche. Un settimo posto che premia anche il direttore sportivo Gabriele Tarquini: Genesis sta imparando rapidamente l’arte dell’Endurance.




