di Redazione Economia
La manifattura italiana affronta l’incertezza globale puntando su innovazione, automazione, export ed efficienza energetica. Cresce la fiducia delle imprese, che investono per rafforzare competitività e resilienza
L’incertezza dei mercati internazionali non sembra frenare la manifattura italiana. Al contrario, molte aziende stanno reagendo alle tensioni geopolitiche, all’aumento dei costi e alla volatilità delle catene di fornitura accelerando gli investimenti in innovazione, automazione ed efficienza energetica. È quanto emerge dall’Osservatorio MECSPE relativo al primo quadrimestre del 2026, che fotografa un settore prudente ma determinato a rafforzare la propria competitività.
Alcuni numeri
Secondo le stime, il valore della manifattura italiana raggiungerà nel 2026 quota 1.168 miliardi di euro e potrebbe continuare a crescere tra il 2027 e il 2030 con un ritmo medio annuo dell’1% a prezzi costanti. In questo contesto, il sentiment degli imprenditori appare moderatamente positivo: solo il 16% degli intervistati dichiara un basso livello di soddisfazione, mentre il 55% si colloca su livelli intermedi e il 29% esprime una valutazione elevata.
Il clima
I risultati aziendali contribuiscono a spiegare questo clima. Il 63% delle imprese afferma di essere in linea con gli obiettivi fissati per il 2026 e oltre tre aziende su quattro




