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Venezia, documentario sulla violenza invisibile sulle donne. Jo Squillo: «Riconoscerla per fermarla prima che diventi tragedia»

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di Federica Maccotta

Il progetto è il decimo docufilm ideato dall’associazione Wall of Dolls, nata per proteggere le vittime di soprusi

Non lascia segni visibili sul corpo ma ferite profonde nell’animo. È La violenza invisibile, tema del docufilm realizzato dalla Onlus Wall of Dolls e presentato a Venezia per denunciare i soprusi sulle donne più difficili da riconoscere e da vedere. Il controllo, la manipolazione, la svalutazione, l’isolamento, la violenza psicologica ed economica: prevaricazioni che piegano molte, troppe donne. 

Il documentario è il decimo firmato dalla onlus, nata a partire dal muro di una strada milanese che, su iniziativa della cantante Jo Squillo, nel 2014 è stato coperto di bambole per denunciare la violenza di genere. Il documentario dà voce a storie, testimonianze e riflessioni per permettere di riconoscere, e prevenire, forme di controllo che vanno al di là degli schiaffi.

Il film è stato presentato al Lido da Jo Squillo e dalla giornalista Francesca Carollo, impegnate da anni con Wall of Dolls nella sensibilizzazione sul tema, insieme a Moira Cucchi ed Emanuela Carnini, entrambe vittime e sopravvissute alla violenza sulle donne. Dare voce a chi, a lungo, ne è stata privata, è una delle battaglie dell’associazione. 

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