di Paola Pica
Tutto pronto per il quinto Festival internazionale dell’Economia, a Torino dal 22 al 25 ottobre. Tra i temi il welfare che non c’è o che non c’è più
C’è una parte di umanità che non si sente tutelata. È il welfare che non c’è o che non c’è più». L’editore Giuseppe Laterza parte da qui per spiegare il titolo del quinto Festival internazionale dell’Economia, a Torino dal 22 al 25 ottobre: Salvare lo stato sociale. Malattia, vecchiaia, disoccupazione e povertà sono diventate nel Novecento responsabilità almeno in parte collettive. Su questo principio si è costruito il tratto distintivo dell’identità europea, modello oggi messo sotto pressione dalle crisi multiple: migrazioni, clima, guerre, debiti pubblici. Lo Stato torna protagonista nell’economia, ma non necessariamente nella protezione dei cittadini.
«Mai come oggi il tema è centrale, perché attraversa tutte le dimensioni», osserva Laterza, presidente della casa editrice che cura, con il Collegio Carlo Alberto e con il Torino Local Committee, il festival con la direzione scientifica di Tito Boeri. Il comitato editoriale è coordinato dal presidente dell’Aie, Innocenzo Cipolletta. «Quando la diga cede — aggiunge Laterza — aumentano quelle che Zygmunt Bauman chiamava “vite di scarto”, un




