
di Carla Ialenti
Il co-titolare dell’hotel Ciclamino, la struttura che ospiterà l’evento «Ritorno a Camelot»: «Nessuno parla del valore economico, i partecipanti hanno riempito ben 15 alberghi»
C’è chi fa spallucce, chi tiene le labbra serrate, chi si esprime con una risata nervosa e chi si appella alla libertà d’espressione. Reagiscono così residenti alla vigilia del raduno neonazista «Ritorno a Camelot», che si terrà da oggi a domenica a Pietramurata, frazione di Dro, all’hotel Ciclamino. Dove si trova un componente del Veneto Fronte Skinhead, movimento organizzatore di estrema destra. L’organizzatore blocca l’accesso alla «proprietà privata». Poi va via e voltandosi mostra il retro della sua maglietta nera, su cui campeggia l’espressione latina «Memento mori» («Ricordati che devi morire»). Insieme a lui oggi ci saranno circa 300-400 persone, che il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica non ha bloccato per mancanza di presupposti giuridici.
Il titolare dell’hotel
A pochi metri dal suo hotel, insieme a qualche amico, il co-titolare dell’hotel Ciclamino Lino Chistè, scuote la testa commentando le posizioni contrarie: «Nessuno parla del valore economico dell’evento che ospiterò. I partecipanti hanno riempito ben 15 hotel, fino a Riva del Garda». Un evento che, secondo Chistè, va considerato




