
di Irene Soave
Premiata a Venezia per i DVF Awards: «Mi sono riavvicinata a mia figlia. Ora non sogno più»
DALLA NOSTRA INVIATA
PARIGI – «Ho amici, ascolto musica, ho un fidanzato, Jean-Loup. Ho delle belle giornate. Faccio colazione, leggo i giornali, ascolto musica. Non ho più i miei cani, ma faccio lo stesso passeggiate. I miei cari temevano che questa notorietà mi avrebbe cambiata, ma no. Sono sempre “Gigì”. Non dimentico che ho spesso avuto due euro sul conto, se cenerà da me le offrirò il solito menu, pasta, e se ci sarà una torta di mele l’avrò fatta in casa. Ogni premio che ricevo lo dono all’associazione di mia figlia Caroline contro la sottomissione chimica. Da Dominique Pelicot, in sede di divorzio, ho voluto un euro, per non averci più legami. Incontro persone per strada che mi ringraziano, che chiacchierano con me. Quando vado a letto la sera, penso: “Beh, oggi ho fatto qualcosa di buono per qualcuno”».
Capelli imbionditi dal sole dell’Île de Re, nel golfo di Biscaglia, dove si è rifugiata, profumo muschiato: è difficile, nell’eloquio vivace di Gisèle Pelicot, trovare tracce di cupezza. È a Venezia con la figlia Caroline Darian: entrambe ricevono




