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Il blocco navale americano dello stretto di Hormuz funziona meglio delle sanzioni: l’export di petrolio iraniano (anche verso la Cina) è fermo

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di Greta Privitera

Dal 14 luglio, da quando Washington ha ripristinato il blocco navale, nessun nuovo carico di petrolio iraniano è riuscito a superare Hormuz e a raggiungere la Cina, l’ultimo grande compratore del greggio di Teheran.

Da sette settimane, nello Stretto di Hormuz, il petrolio iraniano non passa più. Non in quantità che contino, almeno. Non verso la Cina, rimasta l’ultimo grande compratore del greggio di Teheran. È un record al contrario, certificato dai tracciatori navali Kpler, Vortexa e TankerTrackers, e racconta il punto in cui è arrivata la guerra economica americana.

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Reuters fa i conti e spiega che nemmeno negli anni della «massima pressione» di Trump, fra il 2019 e il 2020, il rubinetto si era chiuso così a lungo. Con le sanzioni alle stelle, il petrolio iraniano usciva comunque, attraverso rotte opache e nomi di navi cambiati. Stavolta, dal 14 luglio, da quando Washington ha ripristinato il blocco navale, nessun nuovo carico  di greggio è riuscito a superare Hormuz e a raggiungere la Cina.

L’Iran continua a vendere, ma ciò che vende è il petrolio collocato prima della chiusura, depositato su petroliere ferme in Asia. Ma

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