
di Adriana Logroscino
L’emendamento Pera «rinviato» al dibattito in Aula. Duello con l’opposizione sull’alternanza di genere
Con 697 emendamenti depositati in larghissima parte dall’opposizione il focus si sposta in Aula: la discussione sulla riforma elettorale inizierà mercoledì prossimo, il 9, probabilmente senza relatore. E sarà battaglia. Il centrosinistra, compatto su 8 emendamenti unitari, anche uno per allontanare la prospettiva delle primarie che divide i progressisti, punge gli avversari: «Meloni legge i sondaggi del giorno e prova a costruirsi una legge elettorale su misura. Vergognoso», dice Elly Schlein.
Ma i sei giorni che separano dal dibattito saranno necessari alla maggioranza per trovare un’intesa sui punti ancora controversi dello Stabilicum. Raggiunto l’accordo sulle preferenze, con una correzione a parziale tutela della rappresentanza di genere, il nodo adesso è senz’altro il ballottaggio. Alla fine l’unico emendamento al riguardo rimane quello firmato da Marcello Pera, che sarà depositato «a titolo personale» direttamente in Aula per evitare al governo di esprimere un parere che ancora non c’è.
La proposta del senatore di FdI prevede il ballottaggio nel caso in cui nessuno abbia raggiunto il 48% in entrambe le Camere, tra le prime due coalizioni, purché entrambe siano sopra il 38%.




