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I negozi diventano più grandi, ma ce ne sono sempre meno: così cambia il commercio trentino

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di Carla Ialenti

A soffrire di più sono settori come abbigliamento, calzature, pelletteria e giocattoli. Il presidente dell’associazione commercianti: «Dobbiamo impedire che l’innovazione diventi un ulteriore fattore di divario tra grandi operatori e piccole imprese»

Diminuisce il numero degli esercizi commerciali al dettaglio, ma le strutture diventano sempre più grandi. Una risposta alle esigenze delle famiglie, che hanno sempre meno tempo per gli acquisiti e preferiscono grandi magazzini e centri commerciali.

Settore in cambiamento

È il quadro emerso durante l’incontro tra la Giunta dell’Associazione commercianti al dettaglio di Confcommercio e la Camera di Commercio, rappresentata dal presidente Andrea De Zordo e dal segretario generale Alberto Olivo. Un’occasione per affrontare alcune criticità con cui da anni fanno i conti gli esercenti, dall’accessibilità dei centri urbani alla desertificazione commerciale, dalla concorrenza dei centri commerciali e dell’online al minore potere d’acquisto fino alla carenza di personale.
«Il commercio trentino sta cambiando profondamente — ha ricordato il promotore dell’incontro, il presidente dell’associazione commercianti Massimo Piffer — e non possiamo permetterci di osservare questa trasformazione limitandoci a registrarla. Il nostro compito è portare alla politica proposte costruite sulla realtà, non su modelli teorici che spesso hanno poco a che fare con la struttura economica

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