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Ricarica auto elettriche: stessa colonnina, tre prezzi diversi. Perché e come risparmiare

imageIL PARADOSSO DELLA STESSA PRESA

Immaginate di arrivare a un distributore di benzina, inserire la pistola nel serbatoio e scoprire che il carburante costa, per esempio 1,80 euro al litro se pagate con l’applicazione della compagnia petrolifera, ma scende a 1,10 euro se utilizzate un’applicazione di pagamenti svizzera o tedesca. Nel mondo delle auto a benzina o diesel un’ipotesi del genere sarebbe assurda; nel settore delle auto elettriche, invece, è la prassi quotidiana.

Ricaricare le batterie a una colonnina pubblica riservando poca attenzione all’applicazione presente sullo smartphone può costare molto caro. Una recente indagine condotta dall’Osservatorio Adiconsum ha evidenziato come, sulla medesima presa di ricarica e a parità di chilowattora erogati, si possano registrare variazioni di prezzo che superano il 70%.

COME FUNZIONA IL MERCATO: CPO ED EMSP

Per comprendere le ragioni di queste differenze, occorre scindere il ruolo delle due figure principali che operano nel mercato della ricarica pubblica:

CPO (Charge Point Operator): è il soggetto che installa, possiede e gestisce l’infrastruttura fisica (la colonnina). Esempi in Italia sono Enel X Way, Plenitude Be Charge, Free To X o Ionity.
  EMSP (E-Mobility Service Provider): è il fornitore del servizio di mobilità che vende l’energia al cliente finale tramite

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