
di Claudio Bozza
L’ex ministro: malessere su politica estera, immigrazione e sicurezza. Bazoli: ci sono posizioni che puntano a soddisfare la pancia del partito. La «terza via» di Ciani: la grande sfida è su pace e disarmo
Ridurli a «tormenti» o «mal di pancia» politici sarebbe una semplificazione errata. Ma tra i cattolici del Pd c’è fermento. C’è chi critica apertamente la linea di Elly Schlein, chi usa toni meno aspri e chi invece imbocca una sorta di «terza via». Graziano Delrio, ex ministro, riformista della minoranza del partito, non nasconde il suo malessere. Prima ricorda che «la tradizione cattolico-democratica è quella che ha tenuto insieme le istituzioni del Paese» e poi esterna il suo «disagio in un dibattito così polarizzato: dalla politica estera a quella interna». Un esempio? «Quando si parla di Medio Oriente si deve parlare non solo della sacrosanta causa palestinese, che sostengo da decenni, ma anche di Paesi arabi moderati, di aiuto al Libano in un passaggio storico, di pace nella convivenza con Israele». Nonostante sia un esponente di minoranza, Delrio difende poi la «legittimità a correre di Schlein» alle possibili primarie contro Giuseppe Conte: «Ma il Pd deve fare il Pd e




