
Dall’addio di Ranieri e Massara, con conseguente maggiore libertà sul mercato, agli interventi al Bernardini: il tecnico ha acquistato sempre più potere non soltanto grazie ai risultati
Marten De Roon è solo l’ultimo tassello, il fedelissimo a cui non si rinuncia mai. “Un’opportunità che ci permette di mettere dentro un giocatore di valore, un capitano, che tra l’altro ha voluto fortemente venire a Roma”, ha detto Gian Piero Gasperini commentando il recente arrivo in giallorosso del centrocampista olandese. Ma De Roon è anche l’ultimo tassello di un puzzle, quello di Trigoria, sempre più a tinte gasperiniane. Già, perché l’allenatore giallorosso la fiducia e la stima dell’ambiente – e della proprietà – se l’è guadagnata sul campo, con il lavoro ed i risultati (il ritorno in Champions, ad esempio, pesa come un macigno). Ed allora oggi quando va a chiedere qualcosa in più viene mediamente accontentato. O, almeno, si cerca di fare di tutto per riuscirci. Perché oggi c’è sicuramente più fiducia di ieri in tutto quello che il tecnico giallorosso propone, suggerisce, decide…
A Trigoria—
Parlare di Gasperini padrone di Trigoria sarebbe eccessivo, non fosse altro perché la proprietà è altrove e ci tiene anche molto (giustamente) al riconoscimento




