
di Guido Santevecchi
Formalizzata dopo sette mesi dalla scomparsa la rimozione dalla Commissione militare centrale del vicepresidente Zhang Youxia, che era stato l’ufficiale più vicino al leader
Sembra una «fucilazione» al rallentatore la vicenda di Zhang Youxia, il più potente generale dell’Esercito popolare di liberazione cinese che fino a pochi mesi fa era considerato il più vicino a Xi Jinping. Poi, il 24 gennaio il Ministero della Difesa di Pechino annunciò che l’ufficiale, vicepresidente della Commissione militare centrale (Cmc) presieduta da Xi, era sotto inchiesta «per gravi violazioni della disciplina e della legge». Con lui fu purgato il collega Liu Zhenli, altro membro della Commissione. Stessa accusa. Seguì al solito il silenzio da parte delle autorità cinesi, che regolano i conti con chi cade in disgrazia nel più completo segreto. Ora, il comunicato conclusivo della sessione di agosto della Commissione permanente dell’Assemblea nazionale del popolo (il Parlamento cinese) informa che i due generali Zhang e Liu sono stati rimossi dalle loro cariche. Un atto formale che precede il processo e l’inevitabile condanna.
Ricorda i «Dieci piccoli indiani» di Agatha Christie la serie di uscite di scena più o meno misteriose dei generali dell’Esercito popolare di liberazione cinese.




