Se di mamma ce n’è una sola, due a volte funzionano meglio. È il caso di Mehdi, chef di Lione di origine algerina, un bistrot ben avviato, una fidanzata francese, Léa, che scalpita per conoscere la famiglia di lui. Ignara che Fatima, la futura suocera, ha ben altre idee sul futuro sentimentale del figlio. Legata alle tradizioni del suo Paese, già scombussolata dal divorzio della figlia e dalla riluttanza del nipotino a farsi circoncidere, Fatima è determinata a trovare lei la giusta sposa per il suo Mehdi, che ha da essere bella, docile, e soprattutto algerina.
Stretto tra l’incudine della compagna e il martello della madre e non sapendo come cavarsela, Mehdi (Younès Boucif) ingaggia un’amica barista, Souhila, algerina ma di larghe vedute, e la presenta a Léa come sua madre. L’inghippo sembra funzionare. Souhila interpreta la parte con convinzione, Léa ne è conquistata.
«Tutto pare filar liscio ma… le bugie hanno le gambe corte» avvisa Amine Adjina, attore e regista di teatro franco algerino, che ora firma il suo primo film, Spezie e Bugie, dal 10 settembre nelle sale per Academy Two. Una commedia di affetti e conflitti domestici e gastronomici, cous cous contro blanquette de veau, che il regista stesso




