
di Claudio Bozza
Il caso dell’ex ministro Speranza: sarebbero un autogol. Su Schlein c’è il rischio accerchiamento. L’altolà di Parisi: «Continua la gara a logorare la segretaria»
«Con le primarie si rischia di perdere consensi, un clamoroso autogol». L’intervista al Corriere di Roberto Speranza apre un vaso di Pandora dentro al Pd, con forti ripercussioni nel Campo largo. L’ex ministro della Salute dell’era Covid, e con Giuseppe Conte premier, si è fatto semplicemente carico di esternare pubblicamente ciò che pensano diversi big del Partito democratico. E cioè: che le primarie rischierebbero di essere un «bagno di sangue» che ridurrebbe ulteriormente le possibilità di vittoria, nel 2027, contro il centrodestra di Giorgia Meloni.
Rubrica alla mano, dalla raffica di telefonate fatte a deputati, senatori e manovratori del Pd romano (con Goffredo Bettini meno «primarista» in assoluto) si capisce che i timori sul disputare le primarie contro il M5S di Conte siano molto più concreti di quanto si possa pensare. Anche tra coloro che sulla carta sono e sono stati sostenitori di Elly Schlein, il mantra è: «I dubbi stanno crescendo, ma non metta il mio nome altrimenti dovrò smentirla». Mentre chiamando i parlamentari riformisti, si scopre un paradosso:




