
di Guido Olimpio
La Lutuf, cargo turco con un carico militare destinato a Mogadiscio, è stata sequestrata al largo del Puntland. Ankara ha reagito con navi da guerra e raid aerei
I predoni del mare hanno preso la nave «giusta». O forse quella «sbagliata». La risposta all’interrogativo dipenderà da come finirà questa storia iniziata il 17 agosto al largo del Puntland, regione semi-autonoma della Somalia.
Quel giorno un barchino con otto pirati ha abbordato la Lutuf, cargo lungo 76 metri, diretto a Mogadiscio e proveniente dalla Turchia. Nella stiva un carico d’armi ed equipaggiamenti militari destinati alle autorità somale. Per questo motivo, oltre all’equipaggio, c’erano due guardie private serbe ma che hanno potuto fare ben poco. Il mercantile è stato in seguito trasferito in un punto della costa davanti a Marraya mentre i banditi hanno dettato le loro condizioni iniziali: cinque milioni di dollari di riscatto. Cifra poi scesa a due.
Ankara ha reagito mobilitando due unità da guerra e i ricognitori che hanno individuato prima la Lutuf, quindi un motoscafo che aveva rifornito i pirati. Fase seguita da diversi strike aerei costati la vita ad alcune persone accusate di essere complici dell’assalto. Gli esperti non escludono che




