In Argentina impazza il fenomeno degli investitori, da ripagare con i premi dei tornei. Thiago rappresenta un’eccezione. Dopo i quarti di Cincinnati e il best ranking (n.42 Atp) ci racconta la sua storia
Giornalista
24 agosto – 18:15 – MILANO
La sorpresa di Cincinnati è stata un argentino atipico. E non semplicemente perché, durante il match vinto contro Djokovic, ha scagliato un dritto a 193 km orari, il colpo più veloce di questa stagione in un Masters 1000, ribadendo che l’etichetta di terraiolo, comune da quelle parti, non gli appartiene. Thiago Tirante, a differenza di quasi tutti i suoi connazionali, si è fatto largo nel difficilissimo mondo del tennis senza un finanziatore. E ora che il suo bottino diventa sempre più consistente – 194 mila dollari il premio per i quarti in Ohio, 2,5 milioni di dollari in totale in carriera, ovviamente al lordo delle tasse – può tenere tutto per sé, non avendo alcun debito da saldare. In Sud America, e in particolare in Argentina, il fenomeno è radicato. Investitori singoli o riuniti in piccole società offrono ai giovani talenti la copertura delle




