
Il tecnico rossonero: “Servono più attenzione e concentrazione all’interno dell’area. Nel finale eravamo un po’ stanchi, dobbiamo ancora migliorare tante cose per diventare un’ottima squadra”
Un po’ di quell’ansia che aveva raccontato di avere sia in vigilia, sia nel prepartita, l’ha provata anche quando Adams ha tirato fuori il coniglio dal cilindro con quella meravigliosa girata nel finale. Ma è durata una manciata di secondi, il tempo di sentire i tre fischi liberatori di Zufferli, e Ruben Amorim ha potuto dare vita alla sua prima festa sulla panchina rossonera. I segnali molto incoraggianti visti contro lo United non erano delle meteore estive (stasera nove decimi dei giocatori di movimento erano gli stessi di Breslavia), ma una crescita reale rispetto alle settimane precedenti. E il suo Milan col passare del tempo prosegue ad assimilare la sua proposta di gioco, che ha ovviamente ancora dei difetti ma è assolutamente visibile anche per l’occhio più distratto. Questa squadra non c’entra più nulla con quella della scorsa stagione. E, soprattutto, trasmette una confortante sensazione di essere – appunto – una squadra.
livello—
“Sono molto felice – racconta il portoghese a fine gara -. Abbiamo visto una partita per 75 minuti e una diversa nel




