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«Così Ruga è tornata a nuotare in mare aperto»: il racconto della liberazione della tartaruga dopo le cure

di Silvia Morosi, da Policoro (Matera)

Il 14 agosto 2026 l’emozione di partecipare alla liberazione in mare aperto di una Caretta caretta, curata dai veterinari dell’Oasi Wwf di Policoro-Herakleia

Era inizio giugno quando «Ruga», una giovane Caretta caretta, è stata portata al Centro Recupero Animali Selvatici Provinciale di Policoro, all’interno dell’Oasi Wwf del Bosco Pantano. Non aveva alcun sintomo, ma quando è stata trovata in mezzo al mare, non ha reagito agli stimoli e ai rumori dell’imbaracazione che le si avvicinava e l’ha portata in salvo, pensando stesse male: probabilmente si stava «solo» riscaldando facendo «sunning», attività vitale per le tartarughe, animali a sangue freddo che usano i raggi solari per regolare la temperatura corporea, attivare il metabolismo, digerire il cibo e sintetizzare la vitamina D3.

«Così Ruga è tornata a nuotare libera in mare dopo le cure»: il racconto della liberazione di una tartaruga marina
«Così Ruga è tornata a nuotare libera in mare dopo le cure»: il racconto della liberazione di una tartaruga marina

Dopo essere stata curata e alimentata per un paio di mesi, il 14 agosto è tornata libera, in mare aperto, con una targhetta metallica identificativa apposta sulla pinna che racconta la sua storia clinica. Un sistema che permette ai biologi e ai veterinari di tracciarne i trattamenti, il monitoraggio medico e gli spostamenti futuri in mare. «Ruga» ha circa 5/6 anni, il suo

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