di Rita Querzè
Nel piano dei 14 c’è anche un solo forno elettrico. Nessuno si sbilancia a dire con quale tipo di impegno, ma l’impianto per la produzione del Dri dovrebbe essere realizzato con risorse pubbliche
Il meno è fatto. Il difficile arriva adesso per le 14 aziende italiane che hanno presentato una manifestazione di interesse per l’ex Ilva, dando mandato al presidente di Federacciai Antonio Gozzi di «verificare la sussistenza delle condizioni» per fare un’offerta. Gozzi, raggiunto al telefono risponde dal suo ufficio di Chiavari. «Vacanze? Non se ne parla. Abbiamo da gestire un dossier troppo importante». Ma non va oltre i convenevoli: «Entriamo in una fase di gara pubblica, la riservatezza è d’obbligo».
Non è comunque difficile, interpellando alcune fonti vicine al dossier, capire quali sono «le condizioni» poste dai 14. La cordata italiana valuta la possibilità, una volta spento anche l’ultimo altoforno il prossimo 28 ottobre, di mantenere operativa l’ex Ilva portando a Taranto bramme (semilavorati di acciaio grezzo) per alimentare i laminatoi che sfornano coil.
Le attività di laminazione e il forno elettrico
Alcuni gruppi tra i 14 si sono resi disponibili a spostare presso l’ex Ilva parte della loro attività di




