di Enrico Marro
Il presidente dell’istituto: un libretto di risparmio previdenziale per ogni nuovo nato e defiscalizzazione per le aziende che assumono chi torna in Italia
Presidente, alla luce del declino demografico, le riforme fatte in passato bastano a garantire che i giovani avranno la pensione?
«L’inverno demografico è la grande questione dei prossimi vent’anni – risponde il presidente dell’Inps, Gabriele Fava –. Per i giovani c’è il rischio di avere pensioni basse solo se la loro carriera lavorativa è povera e discontinua. Per questo ci vuole un deciso cambio di paradigma. Voglio dire che non bisogna sempre cominciare dalla previdenza, ma dal lavoro, perché è dal lavoro che parte tutto e si innesca quel circolo virtuoso che serve ai giovani. Per la sostenibilità del sistema bisogna puntare su occupazione, produttività e contrasto al sommerso. La sostenibilità non dipende solo dall’equilibrio tra anziani e giovani, ma dal numero di persone che lavoreranno con continuità e avranno carriere in ascesa, con retribuzioni in aumento capaci di garantire regolarità e solidità contributiva».
Un quadro distante dalla situazione attuale.
«Dobbiamo aumentare l’occupazione giovanile e femminile, una priorità per la tenuta sociale del Paese. Ma la crescita dell’occupazione deve




