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Israele, nuovo bombardamento in Siria irrita Trump: perché la Casa Bianca prende le distanze

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Il bombardamento israeliano contro una base in territorio siriano ha irritato Washington, che teme un ulteriore aumento della tensione tra Gerusalemme e Ankara

Tende ad aggravarsi la crisi mediorientale. Martedì, Israele ha bombardato una base militare situata nella provincia di Idlib, nella parte nordoccidentale della Siria. «Israele e la Siria avevano concordato uno status quo in materia di sicurezza, che la Siria stava per violare consentendo alle truppe turche di schierarsi in una base aerea vicino ad Aleppo», ha dichiarato l’ufficio di Benjamin Netanyahu, per poi aggiungere che lo Stato ebraico aveva «ripetutamente avvertito la Siria che un simile dispiegamento avrebbe rappresentato una minaccia per la sicurezza di Israele». Il premier israeliano ha quindi concluso, affermando che Gerusalemme «non tollererà minacce alla sua sicurezza e accoglierebbe con favore un ritorno allo status quo». «Non c’era alcuna presenza turca nella base aerea. Israele sta inventando pretesti per bombardare i Paesi vicini e destabilizzare la regione», ha replicato un funzionario del governo di Ankara, mentre il ministero degli Esteri di Damasco ha parlato di «ingiustificato atto di aggressione».  

Washington, dal canto suo, ha accolto la notizia del bombardamento israeliano con irritazione. «Siamo profondamente preoccupati che i confermati attacchi aerei israeliani

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