
di Antonella Baccaro
L’azienda teme un ricorso (e il reintegro) e studia il caso: il ruolo da dare al giornalista dovrà essere inoppugnabile. L’avvocato: «Ci sono precedenti»
La battaglia legale tra la Rai e Ranucci è già iniziata prima ancora che qualsiasi provvedimento sul giornalista, a partire dalla sospensione, data per imminente, sia stato preso. In questa guerra di posizione, a sparare il primo colpo oggi è il legale del conduttore: «Ogni iniziativa che la Rai dovesse assumere in questo momento nei confronti di Ranucci, e quindi della trasmissione Report – afferma l’avvocato Roberto De Vita – sarebbe inevitabilmente inquinata dalle falsità che, nonostante la posizione netta e chiara della autorità giudiziaria sulla vittima e la sua inconsapevolezza, sono state alimentate incessantemente da polemiche pretestuose anche all’interno dell’azienda».
La ricerca di una via d’uscita
Ben lo sanno in Rai, dove prima di ogni cosa temono l’effetto boomerang. Racconta un alto dirigente: «Se sospensione dovrà essere, la Rai non può permettersi di essere condannata al reintegro di Ranucci un minuto dopo», come avvenne per Michele Santoro. La soluzione del problema è alle cure dell’ufficio legale, guidato da Francesco Spadafora, e a quello del Personale, diretto da Felice Ventura, entrambi




