
di Enrica Roddolo
Due regni, due svolte. Quindici anni dopo l’apertura a un trono in rosa a Londra, il Liechtenstein incastonato fra Austria e Svizzera cambia la successione e apre alle donne che restano escluse dalla svolta storica di Tokyo
Una principessa potrà guidare il regno del Liechtenstein incastonato fra le Alpi. La svolta è storica per il regno stretto tra Austria e Svizzera e guidato dal 1989 dal principe Hans Adam II che continua la dinastia alla guida del piccolo Paese da trecento anni del quale si è parlato in questi giorni per la scelta di papa Leone XIV di una principessa del ramo cadetto, Gisela del Liechtenstein, come esponente laico del Consiglio per l’Economia del Vaticano.
A Vaduz, la capitale, in occasione del giorno di festa nazionale il principe ha annunciato la svolta per «l’ordine di successione dalla primogenitura maschile alla primogenitura assoluta: in futuro il primogenito, indipendentemente dal sesso del nascituro, diverrà erede al trono e più tardi principe o principessa del Liechtenstein».
Quindici anni fa, Londra aggiornava la sua legge di successione al trono accordando la precedenza al primogenito indipendentemente dal sesso.
Per cambiarla, la nuova legge di successione di Vaduz




