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Maria Falcone contro Travaglio: «Indegne le parore su mio fratello Giovanni e Giulio Andreotti»

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di Redazione Online

La sorella del magistrato ucciso dalla mafia: «Mio fratello non lavorava per il governo di Giulio Andreotti. Giovanni Falcone lavorava per lo Stato italiano»

«Ho letto oggi sul Fatto Quotidiano, nella rubrica di Marco Travaglio Ma mi faccia il piacere, un passaggio dedicato a mio fratello Giovanni che mi ha profondamente amareggiata. Commentando l’articolo del Foglio del 14 agosto, nel quale Luciano Violante, Pietro Grasso e Giuseppe Ayala affermano che “Falcone non avrebbe cenato con Lavitola”, Travaglio liquida la questione con una battuta: “Lavorava solo nel governo di Giulio Andreotti”. È una frase che trovo indegna, un esempio di cattivo giornalismo, costruito sulla battuta anziché sulla verità dei fatti». Lo afferma Maria Falcone, in un post pubblicato sui social della fondazione in memoria del magistrato ucciso dalla mafia. 

«Mio fratello – puntualizza la sorella – non lavorava per il governo di Giulio Andreotti. Giovanni Falcone lavorava per lo Stato italiano. Quando, nel 1991, Giovanni accettò l’incarico di direttore generale degli Affari penali al ministero della Giustizia, non lasciò Palermo per avvicinarsi alla politica: fu Palermo, in qualche modo, a costringerlo ad andare via. Era stato progressivamente isolato, delegittimato e ostacolato, anche a causa dei

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