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Chi è l’«ungherese» Brovdi, l’imprenditore ucraino diventato l’uomo simbolo dei droni di Kiev

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di Marta Serafini

«Magyar» Brovdi è uno dei dronisti di punta. Nel 2022 si arruolò volontario

«I droni sono la peste nera del terzo millennio». Non c’è ormai comunicato stampa delle forze ucraine che non contenga il suo nome. Ma Robert Brovdi, detto «Magyar», comandante delle Forze ucraine dei sistemi senza pilota, prima di diventare l’uomo simbolo dei droni ucraini era altro: un imprenditore, attivo soprattutto nel commercio del grano, nel settore immobiliare e nelle costruzioni. Per anni ha fatto affari anche all’estero, soprattutto in Ungheria, da qui il suo soprannome Magyar, «l’ungherese».

Non arriva da una carriera militare lineare. Quando l’invasione russa su larga scala comincia, nel 2022, Brovdi si arruola volontario e mette insieme quella che diventerà l’unità dei Magyar’s Birds. All’inizio è un gruppo piccolo, quasi artigianale, impiegato per ricognizione e correzione del tiro sul fronte di Kherson. Poi arrivano i droni armati, gli FPV, il passaggio per Bakhmut, Avdiivka, Mariinka, fino alla crescita del reparto in una struttura ormai centrale nell’apparato bellico di Kiev. La sua traiettoria personale ricalca quella della guerra: dall’improvvisazione forzata dei primi mesi alla progressiva istituzionalizzazione di un nuovo modo di combattere.

Brovdi è sposato e la

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