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Capalbio, l’eleganza sottotraccia dove l’arte abita i boschi, le spiagge e le oasi: un percorso tra le opere

di Beba Marsano

Dal 2019 le opere site-specific di Hypermaremma trasformano quest’estremo lembo di Toscana in museo diffuso d’arte contemporanea, senza dimenticare il «Giardino dei tarocchi»

A Capalbio l’arte abita i boschi, le spiagge, i vigneti, le fattorie, oasi e radure. È dal 2019 che, di anno in anno, le opere site-specific di Hypermaremma trasformano quest’estremo lembo di Toscana in museo diffuso d’arte contemporanea. 

Installazioni temporanee e permanenti presidiano il paesaggio come sentinelle. E invitano a disinnescare l’iperattività del nostro tempo per scoprire a passo lento, attraverso un codice QR, i punti chiave di un territorio famoso per la sua segretezza, rifugio di aristocratici, intellettuali, tycoon della finanza. I dodici Giocolieri dell’armonia di Giuseppe Gallo stanziano sui tomboli della Tagliata di Ansedonia accanto alla torre dove Giacomo Puccini compose Turandot. Spazio Amato di Massimo Uberti riflette i suoi neon sul lago di Burano, prima riserva WWF d’Italia, all’interno di Terre di Sacra, tenuta dell’imprenditore Carlo Puri Negri che accoglie altre due opere, un glamping e un nuovo, elitario beach club, La Macchia, nel fortino spagnolo set del film Il seme dell’uomo di Marco Ferreri. L’Albero della Maremma di Azzurra Galatolo si profila come un totem tra

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