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Argentina, Milei apre i prestiti in dollari alle imprese: la scommessa che divide gli economisti

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

L’inflazione è scesa e le riserve risalgono, ma la crescita resta diseguale. E così Milei punta sui dollari privati per rilanciare credito e investimenti

La seconda fase della rivoluzione economica di Javier Milei ruota sempre più intorno a una parola: dollari. Quelli che servono all’Argentina per rafforzare le riserve e affrontare il debito, quelli che Vaca Muerta promette di portare con l’export e quelli che gli argentini hanno accumulato negli anni per difendersi dal peso e che ora il governo vuole rimettere in circolo.

L’ultima mossa va proprio in questa direzione. Il governo ha deciso di allentare le regole sui prestiti in dollari, consentendo alle banche di destinare fino al 15% dei depositi in valuta estera a finanziamenti anche per imprese che generano ricavi in pesos. Finora il credito in dollari era riservato essenzialmente alle aziende capaci di produrre valuta estera o assistite da garanzie di soggetti che la producevano.

Il ministro dell’Economia Luis Caputo ha spiegato che la misura punta ad ampliare il credito e a «riattivare l’economia». Automotive e costruzioni avevano chiesto maggiore flessibilità, anche perché gli elevati tassi in pesos stanno pesando sulle imprese. Il provvedimento si inserisce

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