Le azzurre non perdono da giugno 2024. Orro: “Non ci poniamo limiti: se uno inizia a metterseli, il rischio è smettere di crescere”. Egonu: “La qualità della squadra sta aumentando”
Giornalista
15 agosto – 13:20 – MILANO
Ci sono tre ragazzine alla rete di pallavolo del parco. La prima: “Io faccio l’opposto, sono Paola Egonu”. La seconda: “Io faccio la schiacciatrice, sono Myriam Sylla”. La terza: “Io faccio la palleggiatrice, sono Alessia Orro”. Egonu, Sylla e Orro, le Didì-Vavà-Pelé della nostra pallavolo. Per gli aggettivi vale tutto: la Gen Z le definirebbe iconiche e se non ci credete fatevi un giro su Instagram. Chi non bazzica sui social si limiterebbe a parlare di fuoriclasse e metterebbe d’accordo un po’ tutti. Il mondo ce le invidia, l’Italia se le tiene strette perché se l’Europeo andrà bene, benissimo o male, molto dipenderà dalle alzate di Alessia e dalle martellate di Paola e Myriam.
verso l’europeo—
La bussola delle azzurre punta a Göteborg, sud della Svezia: da lì inizierà l’operazione Europeo, l’unico titolo che manca alle Invincibili di Julio Velasco dopo Olimpiade e Mondiale. L’ultimo dei tre




