
di Renato Franco
Al cinema il comico sarà protagonista de «Il malloppo» insieme a Diego Abatantuono e Max Angioni
«Sono in Sicilia in questo momento. Ho appena acceso il caminetto: se caldo deve essere, allora esageriamo». Una visione paradossale, lo sguardo laterale sulla realtà, l’assurdo come regola, il Mago Forest (nome d’arte di Michele Foresta) è un fenomeno della comicità: «Mi piace sentirmi nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, mentre dico una cosa sbagliatissima».
Possiamo definirla un cretino professionista?
«Grazie per il complimento. Come diceva De Filippo: “La comicità è l’arte di nascondere l’intenzione di far ridere”».
Le piace sembrare inadeguato?
«Mago inadeguato, presentatore inadeguato, ora anche detective inadeguato. Ma poi alla fine la porto sempre a casa».
Forest indossa il classico soprabito da detective nel film Il Malloppo, la commedia diretta da Volfango De Biasi, in cui si trova a indagare su un omicidio. Nel cast Diego Abatantuono (è il principale sospettato) e Max Angioni («Mi fa da aiutante, è il mio Watson, ma l’ho assunto solo perché ha la macchina, che tra l’altro non è sua, ma di sua mamma»). Il film arriva nelle sale dal 3 settembre.
È il Clouseau dei poveri?
«No, Clouseau è



