La supercar a V12 centrale ancora in produzione diventa più potente, più aerodinamica e più sofisticata per lanciare il guanto di sfida alle supersportive turbocompresse. Emozioni vecchia scuola, prestazioni di nuova generazione
Lorenzo Baroni e Matteo Corsini
14 agosto – 20:02 – MILANO
Nell’era dei V6 e V8 turbo dalle prestazioni estreme, un V12 aspirato può ancora giocarsela? La risposta affermativa arriva da Sant’Agata Bolognese, dove un nuovo toro imbizzarrito a 12 cilindri ha appena varcato i cancelli dello stabilimento Lamborghini. Parliamo della Revuelto SV, ovvero la creazione prodotta in serie più potente e veloce della storia della casa bolognese. Una supersportiva che affina ulteriormente il progetto Revuelto, senza stravolgimenti, ma innalzando ulteriormente l’asticella delle prestazioni intervenendo negli ambiti di miglioramento più significativi per restare fedeli alla sua sigla SV, ovvero “Superveloce“. Nomen, omen.
1 Superveloci—
La sigla SV è un privilegio riservato solamente alle supercar V12 della casa del Toro, con l’eccezione della Countach. La prima a “indossarla” è stata quindi la Miura, che nel 1971 è diventata Superveloce adottando carreggiate posteriori allargate, 15 Cv in più e circuiti di lubrificazione




