Al primo posto ci sono le persone con le loro sofferenze, soprattutto chi ha perso la casa o vede danneggiata la sua attività economica. Persone che sono state colpite nella carne viva. È per rispetto a loro che la politica ha il dovere di agire tenendo presente il fattore tempo. Bisogna garantire una casa a chi l’ha persa superando l’emergenza abitativa, garantire a tutti i servizi essenziali (acqua, elettricità, sanità, trasporti, viabilità, scuola), aiutare le attività economiche con un ristoro, una sospensione del pagamento di tributi e dei mutui. Queste esigenze fondamentali possono essere soddisfatte attivando subito lo stato di emergenza. Quella dei Campi Flegrei è una condizione antica e ricorrente, il termine greco flegraios (φλεγραῖος) significa “ardente” e già questo dice molto sull’origine del contesto in cui si ripetono questi fenomeni. Ciclicamente la natura ci ricorda, anche drammaticamente, il problema e solo allora, purtroppo, si comincia a discutere di interventi. Si ricordi la crisi generata dal bradisismo negli anni 1970-1972 con un sollevamento del suolo a Pozzuoli. I Campi Flegrei sono anche una terra densa di storia e di bellezza, dove il mito incontra le nostre tradizioni e origini. In questi giorni, un po’ banalizzando una materia ben disciplinata dalle leggi




