
La lampadina, alla fine, non si era spenta. Nicolò Martinenghi aveva soltanto bisogno di cambiare la legna nel camino. È la metafora che Tete ha scelto per raccontare il momento più delicato della sua stagione, dopo aver confessato ai nostri microfoni, alla vigilia della finale dei 100 rana, di avere avuto paura che quella fiammella non fosse più accesa. Il problema fisico era soltanto una parte del discorso. «C’era anche altro nella testa», aveva ammesso. Una frase semplice, ma che dice molto dell’uomo che è diventato Martinenghi: uno che ha imparato che anche fermarsi può essere un modo per ripartire. «Ogni tanto serve anche un po’ rifiatare. Serve anche ascoltarsi», dice Martinenghi, eletto capitano dell’Italnuoto proprio alla vigilia della rassegna continentale parigina. Dove a seguirlo sugli spalti ci sono anche i genitori e la fidanzata Adelaide.




