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Medio Oriente, la mossa per evitare una nuova crisi: ritirare materiale nucleare stoccato in Siria

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La scelta di ritirare il materiale nucleare – nata da un’intesa tra Washington, Israele e Damasco – mira a disinnescare una nuova crisi

Nuova svolta in Medio Oriente. Citando funzionari americani e israeliani, Axios ha riferito che l’Aiea si occuperà presto di ritirare dei materiali nucleari immagazzinati in un sito clandestino in Siria ai tempi del regime di Bashar al Assad. La mossa avverrà a seguito di un’intesa raggiunta tra Washington, Gerusalemme e Damasco. In particolare, l’obiettivo dell’amministrazione Trump è quello di disinnescare la possibile crisi regionale che questo materiale atomico avrebbe potuto alimentare. «Pensiamo che tutti siano soddisfatti del risultato. Speriamo di poter avviare presto il processo di rimozione e di concluderlo entro la fine dell’anno», ha affermato un funzionario statunitense.

«Sebbene il materiale presente nel sito non possa essere utilizzato per un’arma nucleare, può essere impiegato per una “bomba sporca”, ovvero un ordigno esplosivo convenzionale che disperde materiale radioattivo per contaminare un’area anziché provocare un’esplosione nucleare», ha sottolineato Axios. In tal senso, poco dopo la caduta di Assad, Israele aveva bombardato gli ingressi del sito in questione, per impedirne l’ingresso. Tuttavia, nelle scorse settimane, lo Stato ebraico aveva temuto che l’attuale regime di Damasco, spalleggiato dalla Turchia, stesse cercando di

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