
di Federico Fumagalli
Il colossal e il trionfo al botteghino anche di Orio, dove è possibile guardarlo anche in alta risoluzione
Il regista inglese Christopher Nolan — dopo Proust e Bergman, l’autore europeo più ossessionato dalle acrobazie del Tempo — ha cambiato i tempi del cinema contemporaneo. Ci aveva già provato con l’apparentemente ostico «Oppenheimer», titolo storico-biografico di impianto teatrale, trasformato in blockbuster. Con «Odissea» dà scacco matto — pezzo vincente, il cavallo di Troia mezzo insabbiato — confezionando un evento socioculturale potentissimo. A tre settimane abbondanti dal suo debutto, il 16 luglio scorso, l’Uci di Orio continua a essere una bolgia. Pure a orari improbabili. Come il vicino aeroporto, il multiplex non dorme mai. Complice anche l’impatto trionfale al botteghino di «Spider-Man: Brand New Day».
Alessandro, dello staff Uci, fa due conti: «Lo spettacolo notturno, nel fine settimana è a mezzanotte e mezza. In testa alla proiezione c’è la pubblicità. Il film, dunque, comincia una decina di minuti prima dell’una. «Odissea» sfiora le tre ore di durata». Ecco perché «mi capita di staccare alle 4 del mattino». Lo dice con il sorriso. Oltre alla giovanissima età, è l’adrenalinica situazione che lo aiuta a far tardi. «Nessuno




