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Ecco il vino che fermenta negli abissi del mare. Cullato per dodici mesi dalle onde

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L’innovativo progetto arriva da Porto Cesareo, nel Salento, con le cantine Paolo Leo. «Particolarissimo processo di maturazione nelle acque dello Ionio a 30 metri di profondità»

Il vino che nasce dal mare. Al largo di Porto Cesareo prende vita il progetto «Mormora» delle Cantine Paolo Leo, un’esperienza enoturistica in edizione limitata che unisce vitigni autoctoni e abissi. 
L’innovativa sperimentazione, fortemente voluta dallo storico marchio Paolo Leo e in particolare dall’enologo Nicola Leo, rappresenta un punto di svolta per la spumantistica del Mezzogiorno. «Il cuore pulsante di Mormora risiede nella scelta delle varietà e nel suo particolarissimo processo di maturazione» spiega Nicola Leo che ha scommesso su due vitigni autoctoni d’eccellenza, la Verdeca e il Maresco. Il vino, dopo la prima fase di lavorazione, viene calato nelle profondità marine al largo di Porto Cesareo, dove riposa per 12 mesi. «In questo ambiente unico, caratterizzato da una temperatura costante, assenza totale di luce e ossigeno, e dal continuo movimento pressorio delle onde – spiega Leo – lo spumante acquisisce una complessità e una finezza del perlage difficilmente replicabili sulla terraferma. Il risultato è un vino segnato dal respiro del mare, che porta con sé una sapidità e un’evoluzione uniche».
È questo nel Salento il

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