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Sony investe a Torino con Sigit: «Portiamo a bordo dell’auto le tecnologie degli smartphone»

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di Christian Benna

Nasce un centro che si occuperà di sensori per il riconoscimento facciale. L’obiettivo è creare un hub, con quartier generale a Torino, con più di 100 addetti

 Dopo lo stop al progetto di auto elettrica targata Sony-Honda, la tecnologia della multinazionale giapponese potrebbe ripartire a bordo della filiera made in Torino. Almeno questo è il senso dell’accordo firmato da Sigit, S0ny e Ttm, per mettere in moto Sigit Tech: una società che si occuperà a Torino di trasferire l’innovazione degli smartphone dentro l’abitacolo delle vetture. Dal riconoscimento facciale ai sensori più evoluti.
 
«Non possiamo più fare solo bulloni e parti in metallo — spiega Pierangelo Decisi, presidente di Sigit —. L’auto ormai è un computer a quattro ruote. Noi fornitori torinesi siamo i più bravi al mondo. Dobbiamo esserlo anche nello sviluppo delle tecnologie digitali». Da qui nasce l’operazione con cui Sigit, società fondata a Torino nel 1966 e partecipata dal fondo sovrano del Sultanato dell’Oman, ha acquisito la maggioranza di DpControl. Dalle nozze nasce un nuovo gruppo che si chiamerà Sigit Tech, partecipato a sua volta da soci di peso come Sony, la multinazionale giapponese dell’elettronica di consumo che vale più di 80 miliardi

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