
L’Arcivescovo di San Francisco in esclusiva: “I contrasti con Leone? Il presidente deve pesare anche alla sicurezza nazionale. Usa polarizzati, alla società servono valori condivisi”
A luglio, Papa Leone lo ha nominato membro del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Una scelta significativa. Oltre a essere un canonista, Salvatore J. Cordileone è infatti uno dei principali protagonisti della Chiesa statunitense. Nominato arcivescovo di San Francisco da Benedetto XVI nel 2012, è stato inserito da Donald Trump, a maggio dell’anno scorso, nell’advisory board della Commissione per la libertà religiosa della Casa Bianca. Difensore della Messa in latino, negò, nel 2022, la comunione all’allora Speaker della Camera, Nancy Pelosi, per le sue posizioni pro aborto. Chissà quindi che, con la sua recente nomina, Leone non abbia voluto (anche) avviare una distensione con l’attuale amministrazione statunitense. La Verità ha potuto intervistare Cordileone in esclusiva, affrontando con lui vari temi: dalla libertà religiosa ai rapporti tra il pontefice e Trump.
Arcivescovo Cordileone, Papa Leone l’ha nominata membro del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Innanzitutto, congratulazioni. In che cosa consisterà il suo ruolo?
“Il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica assiste il Santo Padre nel salvaguardare la corretta amministrazione della giustizia nella vita della Chiesa. La giustizia nella Chiesa non



