
La TfL, azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale di Londra, ha chiesto un’ingente somma a vari gruppi automobilistici – tra cui Stellantis -, accusandoli di aver manipolato i dati sulle emissioni per permettere a vari veicoli di entrare nella Ulez (zona a traffico limitato londinese) senza pagare la tariffa giornaliera
Marco Bruckner
31 luglio – 19:35 – MILANO
È scontro fra la TfL (Transport for London) – società che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale di Londra – e alcuni dei più grandi gruppi automobilistici al mondo, tra cui Stellantis, Bmw, Jaguar Land Rover e Nissan. La TfL, infatti, ha chiesto un risarcimento pari a un miliardo di sterline (circa 1,16 miliardi di euro al 29 luglio 2026) a questi colossi dell’automotive. La società di trasporti accusa i marchi di frode e negligenza: in particolare, i soggetti sarebbero rei di aver manipolato i dati relativi alle emissioni di alcuni propri modelli per permettere agli automobilisti di entrare nella zona a traffico limitato della capitale inglese senza pagare il pedaggio. A Londra è infatti in vigore la Ulez (Ultra Low Emission Zone), una Ztl dal costo




