di Andrea Rinaldi
L’analisi First-Cisl: in sei mesi hanno chiuso altri 126 filiali e il numero complessivo è sceso a 19.016. I cali più marcati in Liguria, ma anche nelle grandi città come Milano
Il risiko del credito non conosce sosta, ma la rete bancaria italiana continua a restringersi. Nei primi sei mesi del 2026 hanno chiuso altri 126 sportelli e il numero complessivo delle filiali è sceso a 19.016. Un processo che non riguarda più soltanto i piccoli centri e le aree interne, ma coinvolge sempre più anche le grandi città. E mentre cresce il ricorso all’internet banking, i servizi digitali non riescono ancora a compensare la riduzione della presenza fisica degli istituti di credito, lasciando milioni di cittadini con un accesso sempre più difficile ai servizi bancari. Il quadro che emerge dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba della First Cisl, elaborato sui dati della Banca d’Italia e dell’Istituto nazionale di statistica (Istat). Lo studio conferma come il progressivo arretramento della rete fisica continui ad accentuare gli squilibri territoriali. Anche un altro sindacato, la Uilca, ha stilato un dossier sul tema –Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria «L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025» – dove




