
di Federico Nicoletti
Caem, tenendo come riferimento il prezzo medio di mercato, nella gestione 2025 ha garantito ai consorziati un risparmio di 5,4 milioni di euro
Energia, un’emergenza che dura da quattro anni, con i prezzi mai rientrati ai livelli pre-Covid. E due interventi che si potrebbero fare subito, per ridurre i rincari: da un lato il tanto atteso disaccoppiamento, fissando cioè il prezzo dell’energia alla borsa elettrica non sul costo di produzione del sistema più caro, come ora, ma sulla media ponderata dei costi, tagliando di un terzo il prezzo di mercato. E poi destinare 1-2 miliardi dei 14 di debito in più che l’Ue ha concesso all’Italia in tre anni per investire nell’efficienza energetica al sostegno del fotovoltaico di privati e microimprese, magari da collegare alle comunità energetiche: la domanda per gli investimenti non manca.
I gruppi d’acquisto
Visto dai gruppi d’acquisto, un modo anche di accelerare lo sforzo per ridurre il peso dei rincari che proprio i consorzi d’acquisto collettivo stanno già compiendo. Una lettura di questo tipo non a caso arriva da Caem, il consorzio d’acquisto con sede a Vicenza, tra le iniziative più grandi, che giusto quest’anno compie 25 anni. Promosso da Confartigianato




