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Tensioni interne alla Lega, nessun chiarimento tra gli ex assessori e i colonnelli di Stefani: dalla Pedemontana ai Giochi, resta il gelo

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di Martina Zambon

Scontro fratricida interno al partito, l’appello di Borgia (FdI): «Serve unità»

Ieri, a metà pomeriggio, il parlamentino di palazzo Ferro Fini approvava senza scossoni l’assestamento («tecnico», come si userà l’avanzo di amministrazione lo si deciderà a settembre). Fra la buvette e l’anticamera del consiglio i leghisti affrettavano il passo dopo essere finiti sotto i riflettori con gli interventi dei due ex assessori Francesco Calzavara e Roberto Marcato. Il cannoneggiamento di quest’ultimo in Aula contro i capigruppo di Lega, Riccardo Barbisan, e Matteo Pressi, Lista Stefani, contro il suo stesso partito, per il mancato riconoscimento del lavoro della precedente amministrazione (con tanto di minaccia di abbandonare il gruppo Lega) lascia strascichi pesanti. Uno scontro fratricida che è difficile derubricare a «schermaglie» come fa il commissario della Liga Andrea Tomaello.

Anche perché le parole di Marcato non sono da leggersi a titolo personale. Il gruppetto degli ex (guai a chiamarli «zaiani», ormai quasi si offendono) che include Elisa De Berti e Manuela Lanzarin siede fianco a fianco e dopo l’exploit di Marcato il «blocco degli ex» ha suggellato la posizione unitaria con un pranzo ristretto. Barbisan allarga le braccia: «Una riunione chiarificatrice di gruppo? La faremo,

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