
di Pietro Keller Cassetti
I dati dell’Osservatorio congiunturale presentato da Confcommercio in relazione al primo semestre del 2026. Pesa l’instabilità internazionale, in calo clima di fiducia e ricavi
«Navighiamo nella vastità, sempre incerti e fluttuanti, spinti da un estremo all’altro». La celebre frase di Blaise Pascal sulla condizione umana si può ben riadattare, in questo 2026 segnato dalla crisi e dagli sconvolgimenti nell’economia e nella geopolitica internazionale, al mondo delle imprese, che devono fare i conti con aumento dei costi e instabilità perenne. Naviga a vista, necessariamente, anche il contesto del terziario bresciano, come dimostrano gli esiti dell’Osservatorio congiunturale realizzato da Confcommercio in collaborazione con Format Research, e illustrato la scorsa mattina dal ricercatore Pierluigi Ascani. Il campione, che ha sondato 400 imprese fra quelle impiegate nel commercio, nel turismo e nei servizi, al 30 giugno 2026 rivela un calo di due punti nell’indice del clima di fiducia rispetto al semestre precedente. Un quadro che però rimane leggermente migliore rispetto alla media nazionale e all’interno del quale si prospetta un recupero speculare dei punti persi entro la fine dell’anno.
Il tema con la maggiore incidenza, naturalmente, resta quello del caro energia: «l’aumento medio dei costi per gli




