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Giovani, social e cellulari: il Veneto studia un piano per l’educazione digitale

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di Martina Zambon

Limiti per legge ma anche iniziative con sindaci, famiglie e scuole

«Dall’impennata dei disturbi alimentari, nei maschi come nelle femmine, alle baby gang, la matrice è una sola: l’uso deviato dei social network». Il presidente della Regione, Alberto Stefani, torna su uno dei temi che più l’appassionano e che, sottolinea, «è oggetto di numerose segnalazioni, a partire da tanti sindaci»: la gestione dell’uso di canali social come TikTok e Instagram da parte degli adolescenti. Il governatore annuncia, così, un Piano regionale per l’Educazione digitale. Non solo limiti e divieti d’accesso per i più giovani ma anche incontri diffusi sul territorio con professionisti per educare all’uso consapevole di strumenti che, se utilizzati senza regole, amplificano comportamenti che spaziano dall’autolesionismo alla pericolosa perdita di socialità.

Interventi sul territorio

L’annuncio arriva all’indomani della pubblicazione di una ricerca dell’università di Padova che certifica, una volta di più, i rischi di una dipendenza dai social: problemi psicologici, basso rendimento scolastico, peggioramento della qualità del sonno e delle relazioni sociali e familiari. Un cocktail molto pericoloso. «Servono più regole, serve soprattutto una legge chiara. – spiega Stefani – Ho avuto delle interlocuzioni direttamente con esponenti di Governo con cui ho condiviso la

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